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Six Memos

Drogati di immediatezza (+ veloci della rapidità)

·977 parole·5 minuti
S02E02

Da A a B nel minor tempo possibile. La velocità ha sempre affascinato l’uomo, rendendo possibili azioni prima impensabili. Quando salgo su un treno ad Alta Velocità, ad esempio, non riesco a trattenere lo stupore per il poco tempo impiegato a raggiungere la mia destinazione (“solo 2 ore da Torino a Bologna… incredibile!”).

Rapidità

·1324 parole·7 minuti
S02E01

“Il secolo della motorizzazione ha imposto la velocità come un valore misurabile, i cui records segnano la storia del progresso delle macchine e degli uomini. Ma la velocità mentale non può essere misurata e non permette confronti o gare, nè può disporre i propri risultati in una prospettiva storica. La velocità mentale vale per sé, per il piacere che provoca in chi è sensibile a questo piacere, non per l’utilità pratica che si possa ricavarne. Un ragionamento veloce non è necessariamente migliore d’un ragionamento ponderato; tutt’altro; ma comunica qualcosa di speciale che sta proprio nella sua sveltezza”.

Psicostasia digitale

·641 parole·4 minuti
S01E04

“Non ho detto il falso, non ho commesso razzie, non ho rubato, non ho ucciso uomini…”1

I giudici dei morti sono quarantadue, come i peccati che simboleggiano, e bisogna chiamarli per nome uno alla volta per dichiarare la propria innocenza. A volte sono in piedi, a volte seduti. Al centro c’è Osiris, giudice supremo. Il giudizio fa paura – fa sempre paura essere giudicati – ma i quarantadue misurano la leggerezza del cuore, la leggerezza dell’anima.

Ancore

S01E03

“Nei momenti in cui il regno dell’umano mi sembra condannato alla pesantezza, penso che dovrei volare come Perseo in un altro spazio. Non sto parlando di fughe nel sogno o nell’irrazionale. Voglio dire che devo cambiare il mio approccio, devo guardare il mondo con un’altra ottica, un’altra logica, altri metodi di conoscenza e di verifica”.

Ma i dati sono davvero leggeri?

·1061 parole·5 minuti
S01E02

“È vero che il software non potrebbe esercitare i poteri della sua leggerezza se non mediante la pesantezza del hardware; ma è il software che comanda, che agisce sul mondo esterno e sulle macchine, le quali esistono solo in funzione del software, si evolvono in modo d’elaborare programmi sempre più complessi. La seconda rivoluzione industriale non si presenta come la prima con immagini schiaccianti quali presse di laminatoi o colate d’acciaio, ma come i bits d’un flusso d’informazione che corre sui circuiti sotto forma d’impulsi elettronici. Le macchine di ferro ci sono sempre, ma obbediscono ai bits senza peso.”

Lo studio di Internet non è rigoroso, è inutile!

·1005 parole·5 minuti
S01E01

“Il filo non è ciò che si immagina. Non è l’universo della leggerezza, dello spazio, del sorriso. È un mestiere. Sobrio, rude, scoraggiante. E chi non vuole intraprendere una lotta accanita di sforzi inutili, pericoli profondi, trappole, chi non è pronto a dare tutto per sentirsi vivere, non ha bisogno di diventare funambolo. Soprattutto, non lo potrebbe. A proposito di questo libro: lo studio del filo non è rigoroso, è inutile.”

Leggerezza

·757 parole·4 minuti
S01E00

“Se volessi scegliere un simbolo augurale per l’affacciarsi del nuovo millennio, sceglierei questo: l’agile salto improvviso del poeta-filosofo che si solleva sulla pesantezza del mondo, dimostrando che la sua gravità contiene il segreto della leggerezza, mentre quella che molti credono essere la vitalità dei tempi, rumorosa, aggressiva, scalpitante e rombante, appartiene al regno della morte, come un cimitero d’automobili arrugginite” – Italo Calvino, Lezioni Americane.

Six Memos Pilot

·271 parole·2 minuti
S00E00

Nell’autunno del 1985 Italo Calvino avrebbe dovuto tenere presso l’Università di Harvard sei lectures intitolate a Charles Eliot Norton (universalmente conosciute come Norton Lectures).